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La gestione del dolore

All’interno delle sensazioni date e ricevute nelle relazioni SM, c’è il dolore.
Il dolore è un argomento delicato, intimo, personale, che io ritengo sia il più difficile da comunicare, perché tende a creare barriere, protettive.
Normalmente, nella natura umana, il dolore viene gestito in modo diverso, rispetto ai generi, ai retaggi culturali, sociali, familiari, ecc. Queste modalità vengono comunque suddivise in tre categorie:

Rifiuto, che porta a percepire una piccola parte del dolore, poi a reprimerlo, relegarlo dove si ritiene debba essere, per abitudine, per educazione, per scelta personale.

Sminuimento, che porta a svalutare il grado di dolore, sia esteriormente, che interiormente; spesso questi due aspetti sono coincidenti. Non mostrarlo, non mostrarsi, per non sentirsi ed essere visti come deboli, è il comandamento.

Divoramento, che è una modalità molto rara, che trasforma il dolore in energia ed eccitazione. In questo caso il dolore elaborato ha l’effetto opposto a quello conosciuto, portando sensazioni catartiche, di estremo benessere, che vanno attentamente monitorate.
Questa modalità, io credo, sfugga a qualunque condizionamento, abitudine, consuetudine sociale e personale, se riesce a manifestarsi e ad esprimersi in modo naturale.

Non ho volutamente legato le varie modalità a masochismi, più o meno ritenuti concepibili o patologici, perché il dolore è il dolore, fa parte della vita di ognuno e anche della scelta di ognuno; il masochismo è il masochismo, può avere diverse forme di espressione e consunzione, diverse direzioni di uso e abuso, che non ritengo di voler valutare qui.