Ingannati
ma non recalcitrare, mentre
ti infilo le spine nelle orecchie
nei fianchi, sul ventre
sulle distese del tempo
Inchinati
e non mi disturbare
sto leggendo le tue pieghe
i pori, le lagnanze
le tue mille contorsioni
Invitami
e poi lasciami entrare
fra le costole, nei fori
fra le orde e le emozioni
fra le tue tante ansie
Insegnami
e lasciati insegnare
quello che sei, sei stato
e forse, nelle tue nuove forme
quello che sarai